giovedì 1 luglio 2010

Ghëddo

Questo post è dedicato al mio ragazzo che oggi si laurea con una tesi in Etnomusicologia.
La parola in questione appartiene alla lingua piemontese (chiamatela dialetto, se preferite), in particolare al gergo musicale, e ha a che fare con le feste di paese, le bande e quegli anni meravigliosi in cui mia nonna, sedicenne, usciva di nascosto e si innamorava di mio nonno ballando il valzer.
Il ghëddo, infatti, è quell'affiatamento all'interno di un gruppo di musicisti che permette di avere uno stile inconfondibile, condiviso e trascinante che è una garanzia per le coppie di affezionati ballerini che volteggiano incessantemente sul ballo a palchetto. ("a l'han prope un bel ghëddo, custi sì").
Ma veniamo all'etimologia: pare che la parola derivi dal francese guede (dal germanico *waizda), nome di una pianta dalla quale si estrae un colorante azzurro che serve per tingere abiti eleganti. Da lì passa a indicare le persone che "si danno un tono", e infine diventa sinonimo di stile, bravura, eleganza.

Intanto ribadisco i miei auguri a Dario, ed ecco a voi un estratto delle sue registrazioni:


Piccola nota fonetica: non ho ancora deciso che tipo di grafia adottare per trascrivere il piemontese, per cui per ora mi limito a scriverlo nel modo più comprensibile possibile, i puristi mi perdonino. La parola ghëddo ha una pronuncia complicata e inconfondibile, con la ë molto breve, che quasi sparisce nella consonante doppia successiva, e la "o" finale si legge "u".

8 commenti:

Enrico ha detto...

Stai diventando come Tolkien, nei suoi appunti di lingua elfica...

Zuccaviolina ha detto...

Ahah ma io la lingua non me la invento!

nagimar ha detto...

Ieri ho sentito un concerto di Herbie Hancock in cui lui ed i suoi musicisti e cantanti avevano un "ghëddo" eccezionale!
ciaoooo
tip

nagimar ha detto...

dimenticavo!!! auguroni e congratulazioni di cuore e con affetto a Dario!!

Baby ha detto...

Ahah, che bella questa parola :) Mia mamma era entusiasta quando le ho chiesto se la conosceva. Mi ha detto che la usava in frasi come "varda che bel ghëddo ca l'han sti si" proprio quando la gente ballava, ma anche in frasi come "büta'n po' 'd ghëddo!" per dire fai le cose come si deve, mettici un po' di grazia :D Che bello imparare nuove parole in piemontese!!

Gianni Davico ha detto...

Solo una cosa, Marta: i puristi ti perdoneranno comunque, ma la lingua piemontese scritta è ben codificata in grammatiche e dizionari. Mica ci inventiamo l'italiano scritto!

In ogni caso tu sei a buon punto, il piemontese è sostanzialmente corretto. Brava!

Zuccaviolina ha detto...

Certo, Gianni, il piemontese standard ha una scrittura codificata, che io conosco abbastanza (con qualche lacuna), ma trovo che sia un po'difficile da leggere per chi non sa la lingua. Per un lavoro che ho fatto tempo fa avevo usato il metodo di trascrizione di Glauco Sanga, ma non sono sicura che sia il migliore neanche quello.
C'è anche da dire che molti parlanti piemontesi, giustamente, non sanno scriverlo, visto che si tratta di una lingua prevalentemente orale. In ogni caso mi inchino al parere dell'esperto...grazie di avermi letta, e complimenti anche per il tuo blog!

michela ha detto...

Che bello aver trovato il tuo blog! Anch'io sono malata di etimologie e ho un debole per i dialetti... sono finita nel posto giusto!

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