Il passare dei secoli talvolta si avverte nel mutamento dei suoni che trasforma una parola in un'altra. È il caso di Befana, che è semplicemente il risultato dell'evoluzione fonetica di epifania, che a sua volta derivava dal greco epiphaino, cioè "mostrarsi, apparire". In particolare è avvenuta un'aferesi, ovvero la perdita della vocale iniziale, e la consonante p sì è lenita in b. Certamente esiste ancora, almeno in alcuni dialetti, l'espressione parlata befanìa (non ho modo di controllare, ma vi basti sapere che ha 14.500 risultati su Google), da cui è derivato, appunto, Befana.Com'è possibile che il manifestarsi della presenza divina abbia lo stesso nome della vecchietta carica di dolcetti e carbone? Perchè la nostra cultura è meravigliosamente variegata e stratificata, non solo nello spazio ma anche nel tempo, e le usanze si mescolano, si uniscono e si sovrappongono fino a diventare un tutt'uno. E così capita che il sei gennaio si festeggi, contemporaneamente, il dio della cristianità e l'anno pagano che muore e rinasce; che si celebri, allo stesso momento, la vecchia strega e il bambin Gesù.
la Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
con le toppe alla sottana
viva viva la Befana!