Sarà l'aroma della tazza di tè di Natale che ho appena bevuto, il profumo dolce dell'arancia e quello piccantino della cannella, sarà che ho un gatto bianco che mi dorme accanto sul letto, e che tutto sommato posso considerarmi una persona fortunata, ma io a certe cose ci credo ancora.
Credo, ad esempio, che un desiderio ben espresso, con la giusta sincerità, possa anche essere
esaudito. Ecco quindi la mia letterina di Natale 2010:

Caro babbo Natale,
quest'anno desidero buon cibo e buoni amici, e cose tanto belle da volerle fotografare.
So che chiedo molto, ma mi piacerebbe vivere su un pianeta culturalmente e fisicamente più sano.
Poi vorrei un po' di caldo dentro, d'inverno, e il sole in faccia d'estate.
Vorrei delle parole per giocare e dei chilometri da percorrere. Se ti avanza, portami qualche nota da far vibrare nei miei tasti, mezza dozzina di canzoni e una discreta quantità di risate.
E la capacità di vivere pienamente tutte queste cose, nonostante le difficoltà. Come dici, babbo? Ah, ok, quella è farina del mio sacco.
Esaudire deriva dal latino EX AUDIRE, composto da AUDIRE, cioè ascoltare, e dal rafforzativo EX.
Non significa altro che "ascoltare pienamente", e dunque, attraverso una profonda comprensione, rendere possibile ciò che ci viene chiesto.