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sabato 6 novembre 2010

Laurea

È ufficiale, sono una Zuccaviolina laureata! I mesi di ricerche, le ultime settimane passate a scrivere ossessivamente, tutti i momenti bellissimi e sfiancanti della ricerca sul campo, si sono degnamente conclusi con le facce sorridenti dei musicanti di Fubine, che erano venuti a sentirmi parlare e invece è finita che tutta la commissione ha ascoltato loro esibirsi in sala lauree, con grande stupore dei presenti. Così l'essenza della mia ricerca si è diffusa nella stanza sotto forma di onde sonore, briose e vibranti, e le parole non sono state che una didascalia in più.
Poi sono venuti i complimenti dei professori, le foto, la dolcezza delle amiche, la cena con Dario e la mia famiglia, accanto alla stufa accesa, i dolci cioccolatosi e ipercalorici.
Questa è stata la mia laurea.
La parola, invece, deriva dal latino LAURUM, pianta rituale che veniva utilizzata dai latini nelle cerimonie religiose o per rendere onore a poeti e generali vittoriosi. Il LAURUM in italiano è diventato lauro, da cui la parola laurea, ma anche alloro. Questa parola, un po'diversa, trae origine da ILLA(M) LAURUM, ovvero dal medesimo nome preceduto dal dimostrativo latino ILLA, che in italiano ha generato l'articolo "la". Il lauro infatti, come tutte le piante in latino, è di genere femminile... d'altra parte si parla di madre natura ancora oggi, no?
L'articolo, per ragioni fonetiche, si è "attaccato" alla parola successiva, e con qualche aggiustamento nei suoni, per rendere agevole la pronuncia (in questo caso una metatesi, ovvero uno scambio tra la "l" e la "a"), è nata la parola alloro.

Indovinate a che corso di laurea specialistica mi sono iscritta adesso?
Facile, scienze linguistiche. ;)
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